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uando parliamo di benessere ci viene in mente soprattutto il comportamento: cane sereno, gatto che mangia, gioca, dorme.
La medicina preventiva è l’altra metà della storia: vaccini, antiparassitari e controlli regolari sono ciò che permette a corpo e mente di restare in equilibrio nel tempo.
Le linee guida internazionali (WSAVA, ABCD, AAHA/AAFP) sottolineano che vaccinazioni e prevenzione dei parassiti non servono solo a “evitare qualche malattia”, ma a ridurre sofferenza, rischi gravi e anche alcune zoonosi, cioè malattie trasmissibili all’uomo.
Vediamo, con un linguaggio il più possibile concreto, cosa significa medicina preventiva per:
- cane e gatto di famiglia (anche il gatto che vive solo in casa);
- prevenzione delle principali malattie parassitarie (in particolare filariosi e leishmaniosi nel cane);
- uso ragionato di antiparassitari esterni e interni.
Alla fine ti indichiamo anche come questo si integra con il servizio di clinica generale a domicilio di AltreMenti nella zona di Torino.
Perché vaccinare regolarmente cane e gatto (anche in appartamento)
Le linee guida WSAVA e ABCD classificano i vaccini in:
- core: raccomandati per tutti i cani / tutti i gatti, indipendentemente dallo stile di vita;
- non-core: si valutano in base a zona geografica, rischi specifici, tipo di vita;
- non raccomandati: con poche evidenze a supporto.
Questo significa una cosa importante:
“Vive solo in casa, quindi non serve vaccinare”
è, nella maggior parte dei casi, un falso mito.
Anche un gatto indoor:
- può entrare in contatto con virus veicolati sugli abiti / scarpe;
- può scappare accidentalmente o essere ricoverato in clinica;
- può convivere in futuro con nuovi gatti, di provenienza non sempre nota.
Per questo le linee guida europee indicano i vaccini core come raccomandati per tutti i gatti, indipendentemente dal fatto che escano o meno.
Lo stesso vale per il cane: anche se vive “solo in giardino” o “fa pochi incontri”, continuano a essere presenti nella popolazione:
- cimurro,
- parvovirosi,
- epatite infettiva,
- leptospirosi,
- rabbia in determinate aree o situazioni di viaggio.

Da quali malattie proteggono i vaccini core di cane e gatto
Cane: i vaccini core (Italia)
Le linee guida WSAVA 2024–2025 indicano come core per il cane:
- Cimurro (CDV): malattia virale grave, che può dare sintomi respiratori, gastrointestinali e neurologici, spesso fatale.
- Epatite infettiva / Adenovirus (CAV): interessa soprattutto fegato e apparato respiratorio.
- Parvovirosi (CPV-2): enterite emorragica molto grave, in particolare nel cucciolo.
- Leptospirosi: in Italia è considerata di fatto un vaccino “core”, perché la malattia è diffusa e zoonosica (trasmissibile all’uomo).
- Rabbia: core nelle aree dove la malattia è presente o per animali che viaggiano verso Paesi in cui è richiesta per legge.
A questi si aggiungono, come non-core, vaccini valutati caso per caso (per esempio contro parainfluenza, Bordetella, ecc.).
Gatto: i vaccini core (Italia)
Per il gatto, le linee guida WSAVA e ABCD indicano come core:
- Panleucopenia felina (FPV): malattia virale grave, con gastroenterite severa e forte immunosoppressione.
- Herpesvirus felino-1 (FHV-1) e Calicivirus felino (FCV): coinvolti nelle più comuni forme di complesso respiratorio del gatto.
- Rabbia: core in aree endemiche o in caso di spostamenti internazionali dove il vaccino è obbligatorio.
- FeLV (virus della leucemia felina): in Europa e in Italia è considerato core per i gattini e per i gatti a rischio (contatto con altri gatti o accesso all’esterno).
Anche il gatto indoor può avere senso vaccinarlo contro FeLV se:
- in casa vivono o potrebbero arrivare gatti che escono;
- si prevedono inserimenti futuri di soggetti da gattile/colonia;
- il rischio epidemiologico locale lo rende prudente (valutazione che fa il veterinario).
Ogni quanto bisogna fare i richiami?
Qui entrano in gioco due concetti chiave delle linee guida WSAVA:
1. Immunizzazione primaria
- serie di vaccinazioni da cucciolo/gattino (di solito da 6–8 fino a almeno 16 settimane, con richiami ogni 2–4 settimane);
- un richiamo a 6–12 mesi di età per consolidare l’immunità.
2. Richiami nel cane/gatto adulto
- per i vaccini core a virus vivo modificato (MLV), le linee guida attuali raccomandano richiami ogni 3 anni o più, non annuali di routine;
- per vaccini non-core (per esempio molti vaccini batterici come leptospira, o alcuni vaccini respiratori), il richiamo è spesso annuale, perché la durata dell’immunità è più breve.
Tradotto: non si vaccina “a calendario fisso uguale per tutti”, ma in base a:
- età;
- storia vaccinale;
- stile di vita (indoor/outdoor, viaggi, pensioni, canili/gattili);
- rischio reale nella zona in cui vive l’animale.
Il messaggio delle linee guida è:
vaccinare tutti, ma vaccinare in modo ragionato, senza eccessi né carenze.
Filaria (dirofilariosi) nel cane: cos’è e come si previene
La filaria cardiopolmonare (Dirofilaria immitis) è una parassitosi trasmessa dalle zanzare, particolarmente diffusa in gran parte dell’Italia, soprattutto nel centro-nord e lungo corsi d’acqua e zone umide. Le larve trasmesse con la puntura si sviluppano nell’organismo del cane, fino a diventare vermi adulti che vivono nelle arterie polmonari e nel cuore.
Senza prevenzione può causare:
- affaticamento, tosse, intolleranza allo sforzo;
- insufficienza cardiaca e respiratoria;
- in forme gravi, rischio di morte.
Come si fa la prevenzione della filaria
Le linee guida ESCCAP e quelle dell’American Heartworm Society (che hanno una versione italiana per il gatto) indicano la chemioprofilassi regolare come cardine della prevenzione:
- prodotti a base di lattone macrociclico (ad esempio ivermectina, milbemicina, moxidectina, selamectina, a seconda del prodotto commerciale);
- somministrati di solito una volta al mese durante la stagione delle zanzare, o con formulazioni a lunga durata (per esempio iniezioni annuali), secondo valutazione del veterinario;
- spesso abbinati a repellenti contro le zanzare per ridurre le punture.
Prima di iniziare la profilassi in un cane adulto non correttamente protetto in passato, è spesso consigliato un test per la filaria, in modo da escludere infezioni già in corso prima di somministrare i farmaci preventivi.
Leishmania (leishmaniosi) nel cane: prevenzione su più fronti
La leishmaniosi è una malattia protozoaria trasmessa dai flebotomi (i famosi “pappataci”), molto diffusa in molte regioni italiane. Può dare quadri clinici complessi (perdita di peso, lesioni cutanee, problemi renali, oculari, articolari).
Le strategie di prevenzione indicate da ESCCAP e da aggiornamenti scientifici italiani includono:
1. Ridurre il contatto con il vettore
- tenere il cane in casa nelle ore principali di attività del flebotomo (dal tramonto all’alba) nei mesi caldi;
- usare zanzariere a maglia fitta per le aperture nelle zone ad alto rischio.
2. Protezione chimica (repellenti)
- uso regolare di prodotti a base di piretroidi sintetici (deltametrina, permetrina), in collare o spot-on, con azione repellente “no feeding” e insetticida;
- applicazione con anticipo (almeno qualche settimana) rispetto all’inizio della stagione a rischio e mantenimento per tutta la durata.
3. Vaccini e altri strumenti di supporto
- esistono vaccini e strumenti immunomodulanti che riducono il rischio di sviluppare la malattia clinica, ma non sostituiscono i repellenti;
- la scelta se vaccinarlo o meno dipende da zona geografica, stato di salute, test pregressi e va valutata con il veterinario.
Anche qui, la logica non è “una iniezione e sono a posto”, ma un pacchetto integrato di prevenzione.
Antiparassitari per cane e gatto: quali, quando e perché
Parassiti esterni: pulci, zecche & co.
Le linee guida ESCCAP su ectoparassiti di cane e gatto ricordano che pulci, zecche, pidocchi e acari:
- non causano solo prurito, ma anche dermatiti allergiche, anemia nei cuccioli e trasmissione di agenti patogeni (per esempio Dipylidium, batteri e protozoi trasmessi dalle zecche);
- hanno cicli vitali per cui una parte importante vive nell’ambiente (uova, larve, pupe), non solo sull’animale.
Per questo si raccomanda in genere:
- uso regolare di antiparassitari esterni (spot-on, compresse, collari) con efficacia su pulci e zecche;
- frequenza di somministrazione che va da mensile a trimestrale, in base al prodotto e al livello di rischio;
- trattare tutti gli animali conviventi e, nei casi di infestazione, associare anche una gestione ambientale (aspirapolvere, lavaggio, eventuali spray mirati).
La scelta del prodotto (molecola, forma farmaceutica, spettro d’azione) va fatta con il veterinario, tenendo conto di:
- specie (cane/gatto: attenzione ai piretroidi tossici per il gatto),
- peso, età, eventuali patologie,
- presenza di bambini o persone immunodepresse in casa,
- viaggi e spostamenti in aree a rischio.
Parassiti interni: vermi intestinali, polmonari, protozoi
Per i parassiti interni (nematodi intestinali, cestodi, alcuni protozoi) le linee guida ESCCAP per i parassiti interni di cane e gatto suggeriscono:
- piani di sverminazione personalizzati in base allo stile di vita (cane che frequenta aree cani, gatto cacciatore, bambini in famiglia, ecc.);
- uso di farmaci specifici con cadenza variabile (dalla somministrazione mirata dopo esame delle feci, alla profilassi periodica in animali ad alto rischio).
La medicina preventiva, in questo senso, è un pezzo fondamentale del benessere globale: non solo “non ammalarsi”, ma permettere a cane e gatto di esprimere il proprio comportamento naturale in un corpo sano e protetto, nel tempo.
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